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Arroccata su una scenografica rupe di tufo che domina la valle del fiume Paglia e la campagna umbra, Orvieto è una delle città più affascinanti del Centro Italia. La sua storia millenaria, che affonda le radici nell’epoca etrusca, si intreccia con testimonianze medievali, capolavori rinascimentali e scorci panoramici mozzafiato. Passeggiare tra le sue vie significa immergersi in un’atmosfera senza tempo, fatta di piazze eleganti, vicoli pittoreschi e tradizioni che si tramandano da secoli.

Grazie alla sua posizione strategica, a metà strada tra Roma e Firenze, Orvieto rappresenta una meta ideale per un weekend culturale, una fuga romantica o una vacanza alla scoperta dell’Umbria più autentica. La città offre un patrimonio artistico e architettonico straordinario, capace di sorprendere sia chi la visita per la prima volta sia chi sceglie di tornarvi.

Noi dell’Hotel Posta la viviamo ogni giorno e, ancora oggi, continuiamo a scoprirne angoli nuovi e dettagli sorprendenti. In questa guida vogliamo condividere con voi i cinque luoghi che ogni visitatore dovrebbe assolutamente vedere.

1. Il Duomo di Orvieto

Situato a pochi passi dal nostro hotel, il Duomo di Orvieto è una delle cattedrali più belle del mondo. Straordinaria sintesi tra architettura, scultura, arti decorative e pittura, è considerato un capolavoro dello stile romanico-gotico italiano. La costruzione iniziò nel 1290 per volere di Papa Niccolò IV e si protrasse per circa tre secoli, coinvolgendo alcuni dei più grandi artisti dell’epoca. Sfoggia mura perimetrali a bande orizzontali di travertino bianco e basalto grigio-azzurro e una facciata tra le più spettacolari d’Italia. Di notevole interesse sono: la Cappella di San Brizio, decorata da un magnifico ciclo di affreschi sul tema del Giudizio Universale, iniziato da Beato Angelico e completato da Luca Signorelli; e la Cappella del Corporale, affrescata da Ugolino di Prete Ilario, in cui è conservato il lino insanguinato legato al miracolo di Bolsena.

2. Orvieto Underground

Sotto le strade e i palazzi si nasconde una città parallela. Stiamo parlando di Orvieto Underground, un labirinto di grotte, cave e ambienti scavati in oltre 2500 anni di storia. Le visite guidate, che partono da Piazza del Duomo, permettono di scendere nelle viscere della rupe che sostiene il moderno tessuto urbano e di capire come gli orvietani abbiano sfruttato queste cavità: da dispense per il cibo a rifugi antiaerei, da pozzi a colombaie dove venivano allevati i piccioni, preziosa fonte di sostentamento durante i vari assedi che hanno segnato la storia cittadina (ancora oggi alcuni ristoranti locali lo servono). È una visita particolarmente suggestiva perché rivela un volto meno conosciuto di Orvieto, fatto di misteri, ingegno e straordinarie testimonianze storiche che spesso sfuggono a chi si limita a osservare la città in superficie.

3. La Torre del Moro

Per chi desidera ammirare Orvieto dall’alto, la Torre del Moro è una tappa obbligata. Alta 47 metri, svetta sui tetti del centro storico ed è il crocevia da cui si diramano i quattro quartieri cittadini (Corsica, Serancia, Olmo e Santa Maria della Stella) e alcune delle strade più importanti. Risalente alla fine del XIII secolo, inizialmente fu chiamata Torre del Papa (poiché era strettamente collegata alla struttura del Palazzo pontifico) e soltanto nel XVI secolo assunse l’attuale nome probabilmente in relazione a tale Raffaele di Sante, detto il Moro, proprietario di un palazzo adiacente. Dalla sua cima, raggiungibile tramite un ascensore fino a metà del percorso e tramite una scalinata per l’altra metà, il panorama spazia dalla campagna umbra fino ai borghi e ai rilievi più lontani.

4. Il Pozzo di San Patrizio

Voluto da Papa Clemente VII, allo scopo di fornire acqua ai cittadini in caso di assedio della città, il Pozzo di San Patrizio è un capolavoro di ingegneria rinascimentale progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, che si ispirò alla scala a chiocciola della Villa del Belvedere in Vaticano. Ciò che lo rende unico è la straordinaria struttura interna. Formato da un grande cilindro profondo oltre 50 metri, ha due rampe di scale elicoidali indipendenti (chi scende non incontra chi sale) con gradini lunghi e bassi, pensati per permettere la salita alle bestie da soma. Le rampe sono illuminate da grandi monofore che si aprono sul cilindro. Percorrendo i 248 gradini che lo compongono, si ha la sensazione di entrare in un luogo dove ingegno, spiritualità e resilienza si fondono in modo unico.

5. La Fortezza Albornoz

Nelle immediate vicinanze del Pozzo di San Patrizio, sul lato sinistro di Piazza Cahen, sorge la Fortezza (o Rocca) Albornoz, l’ennesimo lascito delle fortificazioni papali. Fu edificata dal legato pontificio, il cardinale Egidio Albornoz, su ordine di papa Innocenzo VI e indicazione di Ugolino di Montemarte, nel 1364. Sebbene dell’antica fortezza restino solo le mura perimetrali, tre porte e i torrioni, esibisce ancora tutta la magnificenza che doveva avere in origine. Oggi l’area è occupata dai Giardini Pubblici. Da qui si gode di un bel panorama sulle colline che circondano la città e sulla valle del fiume Paglia. Passeggiando nei giardini è inoltre possibile ammirare le sculture in bronzo di genere surrealista dell’artista statunitense contemporaneo Jack Zajac.

Se tempo a disposizione è più di un weekend, anche i dintorni sanno sorprendere: a meno di un’ora si raggiunge il Parco dei Mostri di Bomarzo, uno dei luoghi più insoliti del Centro Italia.

Vivere questi luoghi a due passi da dove si dorme

Il bello di Orvieto è che si scopre a piedi. Alloggiare dentro le mura significa uscire la mattina e ritrovarsi davanti al Duomo in pochi minuti, rientrare per una pausa nel pomeriggio e ripartire senza mai toccare l’auto.

È esattamente questo che offre l’Hotel Posta, dentro il cinquecentesco Palazzo Guidoni a duecento metri dalla cattedrale. È il modo più naturale per scegliere dove dormire a Orvieto: nel cuore del centro storico, con tutta la città a portata di passo.